Presunte pressioni per dimissioni: in aula le testimonianze di Battista e Stepan

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  • Pubblicato: Giovedì, 09 Aprile 2026 12:17
  • 09 Apr

Tre telefonate nel giro di poche ore, il 28 novembre 2022, da parte dell’allora europarlamentare della Lega Angelo Ciocca a Luca Battista, esponente della destra vigevanese, con la richiesta di incontrarsi presso lo studio tecnico di Ciocca a San Genesio. È da questo episodio che prende avvio la ricostruzione fornita in aula dallo stesso Battista e dalla moglie, la consigliera comunale Emma Stepan.

Secondo quanto riferito dai due testimoni davanti alla procura, durante quell’incontro Ciocca avrebbe prospettato un’offerta di 15mila euro in cambio delle dimissioni di Stepan dal consiglio comunale di Vigevano. Battista ha dichiarato di aver rifiutato immediatamente la proposta e di averne parlato sia con la moglie sia con il sindaco Andrea Ceffa. Anche Stepan ha confermato di aver respinto l’ipotesi, sottolineando di non voler svolgere attività politica per interesse economico.

Le testimonianze sono state rese nel corso della prima udienza del processo, con oltre cinque ore complessive di deposizioni. La difesa di Ciocca, rappresentata dall’avvocato Domenico Aiello, ha evidenziato come l’impianto accusatorio si fondi esclusivamente sulle dichiarazioni di Battista, ricordando inoltre che nei suoi confronti è pendente un procedimento per calunnia. Stepan, inizialmente indagata per omessa denuncia, è stata successivamente archiviata.

Nel dettaglio, Stepan ha ricostruito la giornata del 28 novembre, spiegando che il marito ricevette le chiamate mentre si trovavano al lavoro. Dopo l’incontro, Battista le avrebbe riferito dell’offerta, collegata – secondo quanto sostenuto – all’interesse dell’imprenditore vigevanese Alberto Righini a determinare la caduta dell’amministrazione comunale. Nella stessa serata, Stepan ha raccontato di aver ricevuto anche una telefonata da Alice Andrighetti, poi identificata come compagna di Righini, che l’avrebbe invitata a riconsiderare la decisione.

Nei giorni successivi, il consiglio comunale non si è riunito per mancanza del numero legale e, il 30 novembre, si sono registrate le dimissioni contestuali di dodici consiglieri. Sia Stepan sia Battista hanno riferito inoltre di contatti avvenuti con altri esponenti politici locali, che sarebbero stati avvicinati dall’ex vicesindaco Antonello Galiani.

Il sindaco Andrea Ceffa è imputato in un procedimento collegato con l’accusa di corruzione. Secondo l’ipotesi accusatoria, dopo il tentativo fallito di far cadere la giunta, avrebbe cercato di consolidare la maggioranza offrendo una consulenza annuale da 6mila euro, tramite una società partecipata, alla consigliera Roberta Giacometti. L’accusa sostiene che il compenso sarebbe stato erogato attraverso un intermediario, con il coinvolgimento di figure legate alle società municipalizzate. Ceffa è stato posto agli arresti domiciliari per sei mesi; durante quel periodo l’amministrazione è stata guidata dalla vicesindaca Marzia Segù.

Le tensioni politiche interne risalivano già all’estate del 2022, quando l’allora vicesindaco Antonello Galiani era stato escluso dalla giunta. Una decisione maturata, secondo quanto emerso in aula, a seguito di contrasti interni all’esecutivo e di divergenze sulla gestione delle deleghe.

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