Sanità, nuove assunzioni negli ospedali pavesi: 30 operatori sociosanitari in arrivo

  • Categoria: Territorio
  • Pubblicato: Venerdì, 03 Aprile 2026 12:20
  • 03 Apr

Rafforzare gli organici e alleggerire la pressione sul personale sanitario: è questo l’obiettivo delle nuove assunzioni messe in campo dall’Asst di Pavia, che ha inserito 30 operatori sociosanitari (Oss) a seguito del concorso bandito lo scorso novembre. I nuovi ingressi saranno destinati in prevalenza agli ospedali di Vigevano e Voghera, con una distribuzione, seppur più limitata, anche negli altri presidi del territorio.

Alla selezione hanno partecipato 427 candidati, di cui 257 risultati idonei. Con la delibera dello scorso 13 marzo, l’azienda ha proceduto alle prime 30 assunzioni, mantenendo comunque una graduatoria ancora ampia, composta da 227 professionisti pronti a essere chiamati.

Secondo la Cgil Funzione pubblica, il risultato è anche frutto della pressione sindacale esercitata negli ultimi mesi per denunciare la carenza di personale. «Si tratta di un passo concreto – sottolinea la segreteria – dopo le segnalazioni relative a carichi di lavoro ormai insostenibili, caratterizzati da straordinari continui, cambi turno forzati e coperture in emergenza». Una situazione che, oltre a incidere sul benessere degli operatori, aumenta il rischio di infortuni e possibili errori nell’assistenza.

Negli ultimi anni, la carenza di Oss ha avuto ripercussioni significative sia sulle condizioni di lavoro del personale sia sulla qualità dei servizi offerti ai pazienti. In particolare, i reparti più in difficoltà risultano essere quelli di medicina e chirurgia, dove la complessità assistenziale è maggiore e richiede una presenza costante e qualificata.

Per fronteggiare il problema, l’Asst aveva già esaurito la graduatoria del precedente concorso nel corso del 2025, anticipando il turnover legato a pensionamenti e cessazioni. Da qui la decisione di bandire una nuova selezione, che ha portato alle assunzioni attuali.

Le criticità, tuttavia, non riguardano solo i principali ospedali: anche realtà come Mortara, Mede e Stradella registrano carenze, sebbene più contenute. Per questo motivo, una parte dei nuovi operatori sarà destinata anche a queste strutture.

Il sindacato parla di un primo intervento positivo, ma non sufficiente. «È necessario proseguire su questa strada – evidenzia la Cgil – lavorando anche a un modello organizzativo più efficace, capace di garantire risposte adeguate ai bisogni assistenziali e condizioni di lavoro dignitose». Tra le possibili ricadute delle nuove assunzioni, anche una maggiore possibilità di mobilità interna tra ospedali, finora spesso difficile da realizzare.

Figura chiave all’interno delle strutture sanitarie, l’operatore sociosanitario svolge un compito essenziale soprattutto in contesti con alta presenza di pazienti anziani e fragili, come quello di Vigevano. L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche rendono infatti sempre più centrale il loro contributo.

Gli Oss si occupano di attività fondamentali per l’assistenza quotidiana: dall’igiene personale alla nutrizione dei pazienti, dal supporto nell’assunzione delle terapie fino all’affiancamento nelle attività riabilitative e al monitoraggio dei parametri vitali. Un lavoro spesso poco valorizzato, ma determinante per garantire continuità delle cure e qualità del servizio sanitario.