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24/11/2022 16:45
Siccità, energia alle stelle e strascichi della pandemia hanno rischiato di mettere al tappeto la cantina sociale più grande della Lombardia con circa 700 agricoltori soci. Tempi difficili per Terre d’oltrepò, secondo spiegato dall'azienda, è riuscita ad evitare il licenziamento collettivo, ma non il contratto di solidarietà per i 68 dipendenti. “L’intesa con le organizzazioni sindacali - recitava il comunicato diffuso mercoledì - prevede il ricorso al Contratto di Solidarietà della durata di due anni per 68 dipendenti della cantina”. Ma perché si è arrivati a ciò? Terre spiega una decisione così difficile adducendo tre punti, ovvero, in estrema sintesi, l’aumento dei costi di produzione “dovuti alle tensioni sull’energia e all’aumento di tutti gli altri prodotti utilizzati nel ciclo produttivo”. In seconda battuta, un forte calo della produzione di quest’anno, dovuta alla siccità: “la vendemmia del Settembre 2022 - spiega la cantina - è stata fortemente condizionata dagli eventi climatici, ha fatto registrare una minore raccolta delle uve pari al 30% in meno rispetto all’anno precedente e tale evento condizionerà i risultati economici dell’esercizio 2022-2023”. Il terzo punto riguarda gli strascichi della pandemia. “La Società ha chiuso in perdita l’esercizio 2021-2022, influenzato dagli effetti della pandemia da Covid 19 e dal progressivo evidenziarsi di una congiuntura economica negativa e da una inflazione crescente”. Secondo il presidente Enrico Bardone queste tre situazioni negative avrebbero richiesto un licenziamento collettivo, ma grazie al contratto di solidarietà questa nefasta eventualità, per il momento, è stata scongiurata: per due anni i quasi 70 dipendenti lavoreranno un po’ meno ma manterranno perlomeno il posto di lavoro, insomma. Le voci su una possibile scure sulle maestranze del resto si rincorrevano ormai da alcune settimane e in quel di Broni c’è chi non esclude che, sulle dimissioni di ben 3 consiglieri di amministrazione nel giro di poche settimane, possano aver giocato un ruolo anche decisioni così drastiche e dolorose.