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13/05/2026 19:20
Il video riporta fatti oggetto di un procedimento giudiziario ed è realizzato esclusivamente a fini informativi e di cronaca.
Della consulenza da dare alla consigliera comunale Roberta Giacometti si parlò in una riunione tra i vertici di Asm e l'indicazione sarebbe dal sindaco di Vigevano Andrea Ceffa. A dirlo è il presidente di Asm Isa Paolo Zorzoli Rossi, che davanti ai giudici ha confermato quanto detto ai pubblici ministeri, che hanno indagato sulla corruzione in comune a Vigevano. Al presidente l’indicazione non arrivò direttamente da Ceffa, ma se ne parlò nell'ambito della riunione alla quale oltre a Zorzoli Rossi parteciparono Veronica Passarella, amministratore unico di Asm Vigevano e Lomellina, Alessandro Gabbi direttore amministrativo Asm Vigevano e Lomellina e matteo ciceri amministratore unico di Asm Vigevano distribuzione. Ciceri e Gabbi, assieme allo stesso Ceffa sono ancora imputati nel processo per corruzione con la stessa Giacometti e con il sindaco Andrea Ceffa. In un primo tempo la consulenza era stata proposta a Zorzoli Rossi, ma lui spiegò che non aveva bisogno di una consulenza legale e sostiene di aver sconsigliato di affidarla. Alla fine, secondo Zorzoli Rossi, fu Ciceri a darla, anche se non era strettamente necessaria. Non venne però data direttamente a Giacometti, ma all'avvocata Tardino, che con lei divideva l'ufficio. Il clima nel quale matura l'affidamento è quello della congiura di Sant'Andrea. Il 30 novembre 2022 tutti i consiglieri di minoranza si dimettono, contestualmente a parte della maggioranza per far decadere Ceffa. All'ultimo uno ci ripensa. Ma la maggioranza rimane attaccata a un voto. Giacometti fa parte di una lista civica ed è stata a sua volta contattata da chi stava organizzando la congiura, cioè l'imprenditore Alberto Righini e il politico Angelo Ciocca, imputati a loro volta nello stesso processo per un tentativo di corruzione verso un'altra consigliera, e l'ex vicesindaco Antonello Galiani, secondo quanto riferito dal presidente di Asm Isa. Della congiura, Zorzoli Rossi, che era anche presidente di Fratelli d'Italia ne parlò, prima della fatidica riunione, con Ceffa. I due in un solo incontro discussero del ruolo di Giacometti. La consigliera, anche lei contattata dai congiurati, era considerata a rischio, perché in quanto facente parte di una lista civica non era soggetta a disciplina di partito.