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27/09/2022 15:43
l sud e l’ovest Milano non mollano, anzi raddoppiano. L’allargamento dei collegi non influisce sulla rappresentanza in Parlamento dei comuni del magentino-abbiatense e del Sud Milano, che nella legislatura che ci lasciamo alle spalle aveva due rappresentanti a Roma, il ministro Massimo Garavaglia e Lucrezia Mantovani, subentrata nel 2019 dopo le dimissioni di Guido Crosetto.
Ora sono quattro gli esponenti di questo territorio che siederanno in parlamento, tre alla Camera, uno al Senato.
Per il magentino c’è la conferma a Palazzo Madama di Massimo Garavaglia, già sindaco di Marcallo con Casone per la Lega, eletto nel plurinominale di Novara. Gli altri tre parlamentari provengono invece da Fratelli d’Italia. Umberto Maerna, vice sindaco di Luca Del Gobbo a Magenta all’inizio degli anni duemila è stato eletto nel plurinominale del magentino-abbiatense. Confermata anche Lucrezia Mantovani, figlia di Mario Mantovani, ex assessore regionale alla Sanità, eletta nel collegio uninominale di Cologno Monzese. Come lei vince uo scontro diretto all’uninominale anche Fabio Raimondo, per due volte candidato Sindaco di Cesano Boscone dove ora è consigliere comunale, con un passato nelle amministrazioni di Corsico e Melegnano. Raimondo è stato eletto nell’uninominale di Lodi, ma che comprende anche parte del sud-est Milano alla Camera.
Risultati nazionali che vengono quindi proiettati anche sul territorio e che potrebbero far cambiare gli equilibri politici del centrodestra già a partire dalle prossime tornate elettorali per le comunali. Il primo comune al voto sarà Bareggio, nel 2023, dove però c’è un sindaco uscente Lega. Nel 2024, in concomitanza con le europee ci potrebbe essere il grande passaggio di consegne. Con decine di comuni al voto anche il magentino potrebbe trovarsi non più con un solo sindaco di Fratelli d’Italia, Guglielmo Villani di Ozzero, ma con molti più comuni che passano, almeno nei candidati sindaco, da Lega-Forza Italia al partito di Giorgia Meloni, specie nei comuni a guida centrosinistra dove non si ha un sindaco uscente di centrodestra e dove la battaglia per la conquista dei municipi potrebbe avere il vantaggio della spinta del primo partito nazionale.