Videonews


28/09/2026 19:30
Il video riporta fatti oggetto di un procedimento giudiziario ed è realizzato esclusivamente a fini informativi e di cronaca.


Una consulenza della difesa di Alberto Stasi firmata Ugo Ricci contribuì a far ripartire le indagini oltre un anno e mezzo fa. Una consulenza dello stesso Ricci unitamente a Pasquale Linarello oggi cambia il volto dell'indagine sul delitto di Garlasco: secondo i consulenti di Stasi dalle indagini del 2007 sarebbe addirittura sparita una seconda analisi del dna rinvenuto sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi. L'annuncio arriva dalla procura di Pavia e avvicina Alberto Stasi alla richiesta di revisione del processo nel quale risulta condannato per l'omicidio dell'allora fidanzata Chiara Poggi. Una richiesta che finora, precisa la procura di Pavia, non c'è mai stata da parte della procura stessa. Però quanto emerso nell'ambito della seconda inchiesta sul giallo di Garlasco, che vede indagato Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, pesa come un macigno su un'ipotetica revisione per Alberto Stasi, condannato in via definitiva. In realtà sui pedali della bici del fidanzato non ci sarebbe stato il dna di Chiara. I consulenti di Stasi hanno rilevato la presenza di contro analisi del campione di dna della vittima trovato sui pedali della bici Umberto Dei che portò al fermo di Stasi nel 2007 e che rappresenta uno dei cardini della sua condanna. Si tratta di due analisi completamente negative, effettuate il 20 settembre 2007. Secondo i consulenti sarebbero state sufficienti a scagionare Stasi già 19 anni fa. Ma, secondo quanto scrive la procura quelle analisi non si trovano nel fascicolo della procura di Vigevano sull'omicidio di Chiara. “In altre parole, scrive la procura in una nota, il profilo genetico determinato appena il giorno prima dall'unico estratto disponibile ricavato di pedali della bicicletta e attribuito alla vittima dal consulente del pm dell'epoca era risultato totalmente negativo il giorno successivo quando lo stesso consulente effettuò altre analisi”. Ma delle due analisi del giorno dopo non ci sarebbe alcuna traccia nel procedimento. Per questo la procura di Pavia nei mesi scorsi ha chiesto ai due consulenti incaricati Carlo Previderè e Pierangela Grignani di svolgere una valutazione su questa discrepanza. I consulenti hanno concluso che all'epoca si sarebbe dovuto effettuare un approfondimento.