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22/01/2026 17:35
È attesa a brevissimo la nuova bozza attuativa della Legge sulla montagna, chiesta a gran voce da centinaia di Comuni, province e Regioni, anche a guida centrodestra, scontenti per aver visto “declassare” quasi un terzo dei 4000 municipi prima classificati come montani. Davanti a un’opposizione ampia e trasversale (tra cui quella di 11 Comuni su 18 che oggi fanno parte della Comunità montana dell’Oltrepò), e a una dura lettera di alcuni professori universitari, nella conferenza Stato Regioni di giovedì scorso il ministro Roberto Calderoli ha fermato tutto, stralciando il vecchio testo di classificazione che prevedeva in pratica, di eliminare dalla montagna tutti i Comuni sotto i 600 metri di altitudine.
Un colpo di spugna che cancellava 1200 municipi dalla classificazione di montagna e quindi dall’accesso a fondi e agevolazioni specifiche. Un taglio con l’accetta, secondo alcun, che favoriva le Alpi a scapito degli Appennini, come quello pavese appunto: insomma, aiuti di Stato a Cervinia ma non a Zavattarello.
“Dobbiamo risolvere le evidenti storture dell’attuale elenco - ha spiegato Calderoli - ma c’è da far presto per evitare di perdere i 200 milioni l’anno previsti dal Fondo Fosmit”.
Nella nuova bozza dovrebbe entrare il concetto di “cluster di interclusi”, riferito a quei comuni che non hanno le altimetrie montane, ma sono concretamente isolati e soprattutto essere riammessi “i municipi che, pur avvicinandosi a tutte le soglie indicate, restano esclusi per poco da ciascuna”.
Insomma è possibile che si torni a un numero complessivo più vicino ai 4000 precedenti che ai 2800 attuali. La nuova proposta sarà portata alla valutazione delle Regioni, dell’Unione province (Upi) e dall’Associazione dei comuni italiani (Anci).