Chirurgia vascolare, Vigevano fuori dalla rete per la patologia aortica

  • Categoria: Territorio
  • Pubblicato: Mercoledì, 16 Settembre 2026 10:27
  • 16 Set

Nessuna modifica, per il momento, alla decisione della Regione Lombardia sulla Chirurgia vascolare dell’ospedale di Vigevano. Dal 1° gennaio 2027 il reparto non rientrerà nella rete regionale dedicata al trattamento degli aneurismi dell’aorta addominale. La struttura continuerà invece a occuparsi delle altre patologie vascolari.

La Direzione generale Welfare precisa che la situazione di Vigevano potrà essere nuovamente esaminata dalla Commissione tecnica regionale nell’ambito della prossima fase di organizzazione della rete. L’attenzione sarà rivolta in particolare alle patologie vascolari periferiche, cioè agli interventi di chirurgia vascolare diversi da quelli relativi agli aneurismi aortici.

«Le prossime attività della Commissione tecnica regionale — fa sapere la Regione — saranno dedicate all’approfondimento delle ulteriori patologie vascolari, a partire dalla patologia periferica». In questo contesto, aggiunge la Direzione generale Welfare, «sarà rivalutata anche la situazione della Chirurgia vascolare di Vigevano». Al momento, tuttavia, non è stata comunicata la data della convocazione.

La nuova organizzazione regionale prevede tre gruppi di strutture, con funzioni differenti. Nel gruppo A rientrano i centri in grado di trattare l’intera patologia aortica, mentre il gruppo B comprende quelli dedicati alla patologia aortica addominale. Nel gruppo C sono state inserite le Asst di Cremona e Valtellina e Alto Lario. Pur non raggiungendo la soglia dei 30 interventi annui, queste strutture rimangono nella rete, limitatamente alla patologia aortica addominale, per garantire risposte tempestive in territori caratterizzati da tempi di percorrenza più lunghi.

Il caso di Vigevano presenta caratteristiche che, secondo le valutazioni emerse nel confronto sul nuovo assetto, potrebbero consentire di considerare sia le esigenze territoriali sia quelle organizzative. L’ospedale dispone infatti di terapia intensiva, unità coronarica, radiologia d’urgenza, diagnostica avanzata, disponibilità di endoprotesi, sala operatoria e un’équipe di chirurgia vascolare con esperienza nella gestione delle eventuali complicanze.

Sul futuro del reparto si sono concentrati nelle scorse settimane gli interventi di medici, rappresentanti politici e sindacati, anche alla luce del piano regionale di investimento da 200 milioni di euro sull’ospedale.

Alla richiesta di chiarire se la delibera possa essere rivista per inserire Vigevano nel gruppo C, l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso non ha fornito una risposta diretta. La Direzione generale Welfare ha invece ribadito che la centralizzazione della chirurgia aortica «non ridimensiona, in ogni caso, il ruolo delle altre strutture di Chirurgia vascolare».

Secondo la Regione, la patologia aortica rappresenta soltanto il primo ambito interessato dal nuovo sviluppo organizzativo della rete. Le strutture che non sono state individuate come centri di riferimento per l’aorta continueranno a svolgere attività di diagnosi, trattamento e follow-up delle altre patologie vascolari, con particolare attenzione a quelle periferiche.

 

Il modello regionale, spiega infine la Direzione generale Welfare, si basa sul collegamento funzionale tra i centri di riferimento e le strutture che inviano i pazienti. L'obiettivo dichiarato è mantenere integrati i diversi nodi della rete, evitando una separazione tra le strutture e le relative attività.