Chirurgia vascolare, a Vigevano cresce l’attenzione sul futuro del reparto

  • Categoria: Territorio
  • Pubblicato: Giovedì, 10 Settembre 2026 08:44
  • 10 Set

La decisione della Regione Lombardia di non consentire, a partire da gennaio 2027, l’esecuzione a Vigevano degli interventi per il trattamento degli aneurismi dell’aorta addominale continua a suscitare reazioni in città e in provincia. Sul futuro della chirurgia vascolare dell’ospedale si sono espressi nei giorni scorsi i sindacati e alcuni rappresentanti delle istituzioni, chiedendo chiarimenti sul ruolo che il presidio lomellino sarà chiamato a svolgere nella rete ospedaliera regionale.

La delibera regionale stabilisce che i centri individuati per il trattamento della patologia aortica debbano garantire, in via generale, almeno 30 interventi l’anno. L’ospedale di Vigevano, secondo i dati richiamati nelle prese di posizione sindacali, è attualmente a quota 28.

Il tema è stato sollevato per primo, sabato 5 settembre, dalla Uil Fp Pavia. Il segretario Andrea Galeppi ha sottolineato la necessità di valutare il provvedimento non soltanto sulla base dei volumi di attività, ma anche considerando il percorso compiuto dal reparto e le risorse a disposizione. La richiesta del sindacato è quella di comprendere quali siano gli investimenti previsti per la struttura e quale progetto la Regione e Asst Pavia intendano sviluppare per l’ospedale di Vigevano.

Nella stessa giornata è intervenuta anche la Cgil, con il segretario generale Daniele Pirri e la segretaria provinciale Patrizia Sturini, evidenziando soprattutto le possibili conseguenze per i pazienti. Il trasferimento degli interventi aortici verso altri centri, secondo il sindacato, potrebbe comportare tempi di percorrenza più lunghi, elemento particolarmente rilevante nei casi di patologie vascolari acute. La Cgil ha inoltre chiesto l’apertura di un confronto con Asst Pavia sul futuro della chirurgia vascolare e, più in generale, del presidio ospedaliero lomellino.

Sul tema è intervenuta anche la politica locale. Il sindaco di Vigevano Paolo Previde Massara, medico chirurgo, ha evidenziato le possibili difficoltà legate al trasferimento dei pazienti. «Perdere la possibilità di eseguire interventi sull’aorta addominale porterebbe gli evidenti svantaggi di un trasferimento dei pazienti in altri centri», ha osservato, ricordando che le persone assistite dall’ospedale non provengono soltanto dalla città, ma anche dai diversi comuni della Lomellina.

Per il sindaco, inoltre, la presenza di un’équipe con esperienza nella diagnosi e nel trattamento delle patologie aortiche rappresenta un elemento importante anche per la formazione dei professionisti più giovani e per l’attrattività del reparto. L’auspicio espresso è quindi che la chirurgia vascolare possa continuare a operare a pieno regime, con un adeguato riconoscimento del ruolo svolto.

Anche il consigliere provinciale del Partito Democratico Alessio Bertucci ha chiesto un intervento da parte dei rappresentanti politici del territorio, invitando sindaco, consiglieri regionali e parlamentari a confrontarsi con la Regione per individuare una soluzione.

A distanza di alcuni giorni, mercoledì 9 settembre, sulla questione è intervenuta la Cisl Pavia-Lodi. Il segretario generale Domenico Mogavino ha rivolto l’attenzione in particolare al ruolo della politica, chiedendo ai rappresentanti del territorio di intervenire nelle sedi in cui vengono definite programmazione e risorse della sanità lombarda.

Per la Cisl, Vigevano rappresenta un punto di riferimento per la Lomellina e le eventuali modifiche all’offerta sanitaria devono essere valutate anche alla luce delle esigenze della popolazione. Mogavino ha quindi posto una domanda più generale sul futuro dell’ospedale: quale sarà il ruolo del presidio vigevanese nella rete sanitaria regionale e quali servizi resteranno disponibili sul territorio?

La questione, dunque, non riguarda soltanto l’attività chirurgica sugli aneurismi dell’aorta addominale, ma si inserisce nel più ampio dibattito sull’organizzazione della rete ospedaliera. Da una parte ci sono i criteri regionali legati ai volumi e alla concentrazione delle attività specialistiche; dall’altra le esigenze di un territorio che fa riferimento all’ospedale di Vigevano anche per prestazioni ad alta complessità.

In vista dell’entrata in vigore della nuova organizzazione, prevista per gennaio 2027, resta quindi aperto il confronto tra Regione, Asst Pavia, amministrazioni locali e rappresentanze dei lavoratori. Al centro ci sono il futuro della chirurgia vascolare, l’organizzazione dei percorsi per i pazienti e il ruolo che l’ospedale di Vigevano continuerà a svolgere all’interno della rete sanitaria della Lomellina.