Ecografie, tempi lunghi: «Fino a un anno di attesa»

  • Categoria: Territorio
  • Pubblicato: Martedì, 08 Settembre 2026 11:46
  • 08 Set

Può arrivare fino a un anno l’attesa per un’ecografia muscolotendinea prenotata con una semplice impegnativa, senza l’indicazione di una specifica classe di priorità. Un periodo sensibilmente superiore ai 120 giorni, vale a dire circa quattro mesi, indicati come limite massimo per questa tipologia di prestazione nelle condizioni considerate.

Sul tema interviene Asst Pavia, che conferma la presenza di alcune criticità. «Pur non risultando alcun riferimento al codice di priorità della prestazione in oggetto – precisa l’azienda sanitaria – le ecografie muscolotendinee, in linea con quanto rilevato a livello regionale, sono tra quelle più critiche in termini di tempi di attesa».

Proprio queste prestazioni rientrano tra quelle sulle quali si sta concentrando il lavoro della Cabina di regia regionale istituita per affrontare il problema delle liste d’attesa e alla quale partecipa anche Asst Pavia.

L’azienda distingue inoltre tra le prime disponibilità presenti nelle agende e i tempi effettivi di erogazione. I tempi «ex ante», cioè quelli riferiti alla prima data disponibile al momento della prenotazione, risultano superiori ai 120 giorni. Secondo Asst Pavia, tuttavia, questo dato rappresenta un’indicazione teorica e non coincide necessariamente con il tempo che intercorre tra la prenotazione e l’effettiva esecuzione dell’esame.

I tempi «ex post», spiega l’azienda, risultano infatti più contenuti grazie alle agende dedicate e ai meccanismi di gestione e recupero delle liste d’attesa, in particolare per le prestazioni inserite nelle classi di priorità B e D. La priorità B, definita «breve», prevede che una visita specialistica o un esame diagnostico venga effettuato entro dieci giorni. La classe D, «differita», indica invece un termine di 30 giorni per le visite specialistiche e di 60 giorni, che possono arrivare a 70 in base alle disposizioni regionali, per gli accertamenti diagnostici.

«Le prestazioni urgenti vengono gestite in modo da garantire il rispetto dei tempi», sottolinea inoltre Asst Pavia.

Sul fronte della medicina territoriale, il tema viene evidenziato anche da Luca Bellazzi, medico di medicina generale e consigliere comunale. Secondo Bellazzi, per molti esami la scelta della prestazione a pagamento rappresenta oggi una delle possibilità per ridurre i tempi di attesa. «Chiunque operi realmente sul territorio – osserva – sa che al momento la maggior parte delle ecografie, che non siano controlli programmabili, viene effettuata a pagamento».

Il medico segnala inoltre difficoltà analoghe per altre prestazioni diagnostiche, citando gastroscopie, colonscopie e risonanze magnetiche. Per queste ultime, riferisce, l’attesa può arrivare a circa un anno.

Un ulteriore elemento riguarda la disponibilità delle prestazioni sul territorio. In alcuni casi, per rispettare le indicazioni di priorità, può essere necessario rivolgersi a strutture situate in altri Comuni della provincia, con conseguenti spostamenti per i pazienti.

Secondo Bellazzi, la situazione può avere ripercussioni soprattutto sulle persone che incontrano maggiori difficoltà nell’affrontare i costi delle prestazioni private o negli spostamenti. Da qui l’invito a considerare il tema delle liste d’attesa anche sotto il profilo dell’accessibilità alle cure.

Intanto, sul fronte istituzionale, Asst Pavia conferma il lavoro con la Regione per intervenire sulle prestazioni che presentano i tempi più elevati, con l’obiettivo di migliorare la gestione delle agende e ridurre le attese.