Moreschi: lavoratori liquidati, resta il nodo dei beni

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  • Pubblicato: Martedì, 14 Luglio 2026 12:05
  • 14 Lug

A due anni dal fallimento della storica azienda calzaturiera Moreschi, la maggior parte degli ex dipendenti ha ricevuto una quota significativa delle somme spettanti. Rimane invece ancora aperta la procedura relativa alla vendita dei beni della società e alla successiva ripartizione delle risorse.

La liquidazione giudiziale della Moreschi S.p.A. era stata dichiarata dal Tribunale di Pavia il 20 luglio 2024, accogliendo l'istanza presentata da 16 creditori tra fornitori e lavoratori. Contestualmente era stato nominato curatore fallimentare Stefano Gorgoni. Si è così conclusa la storia dell'azienda fondata 78 anni fa, tra le realtà che hanno contribuito a rendere Vigevano uno dei principali distretti italiani della calzatura.

Il fallimento è arrivato dopo un lungo periodo di difficoltà, segnato anche da procedure di licenziamento collettivo avviate dall'ultimo proprietario, il fondo d'investimento svizzero Hurley SA, oggi in liquidazione.

Sul fronte dei lavoratori, arrivano segnali positivi. «La maggior parte delle lavoratrici e dei lavoratori della Moreschi – spiega Giovanna Currò, sindacalista della Filctem Cgil – ha ottenuto il pagamento attraverso il Fondo Tesoreria, che comprende le quote di Tfr versate dall'azienda all'Inps. Una parte più contenuta ha invece beneficiato dell'intervento del Fondo di Garanzia, riservato ai lavoratori assunti prima del 1° luglio 2007, il cui Tfr era rimasto accantonato direttamente in azienda, oltre alle ultime tre mensilità non corrisposte».

Resta però da definire la fase del riparto dell'attivo fallimentare. «Lo stato passivo è stato completato – spiega il curatore Stefano Gorgoni – ma permane una controversia con il soggetto che ha acquisito l'immobile di via Cararola 69. Auspichiamo di trovare una soluzione bonaria: una volta definita la questione, sarà possibile rendere esecutivo lo stato passivo anche per la posizione del proprietario dell'immobile e procedere a un primo riparto parziale in tempi ragionevolmente brevi».

La controversia riguarda alcune spese maturate nel corso della procedura concorsuale. «Occorre stabilire – precisa Gorgoni – se debbano essere riconosciuti in via prioritaria i canoni di locazione eventualmente maturati dopo l'apertura della liquidazione giudiziale. Confido di poter arrivare a una decisione tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno. Se non sarà possibile raggiungere un accordo, verranno valutate le ulteriori iniziative previste dalla procedura».

Al centro della vicenda vi è lo stabilimento di via Cararola, oggi di proprietà della società Cotto, nel cui capitale sociale è presente anche una quota minoritaria, pari a circa il 2,44%, detenuta da Moreschi S.p.A. L'operazione risale alla fine del 2022, quando, nell'ambito di un accordo societario, Moreschi cedette l'immobile alla società veicolo Cotto, mantenendone contestualmente la disponibilità attraverso un contratto di locazione. All'operazione parteciparono, in qualità di investitori, un ente benefico veneto, la stessa Moreschi e la controllante svizzera Hurley SA.