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19/01/2026 19:45
Aurora Livoli è stata uccisa con “modalità esecutive di estrema gravità”, perciò Emilio Gabriel Valdez Velazco rimane in cella. Così il gip Domenico Santoro ha motivato la custodia cautelare in carcere per omicidio nei confronti del 57enne peruviano accusato di aver cagionato la morte della ragazza di 19 anni ritrovata senza vita ai piedi di un condominio in via Paruta a Milano, la mattina del 29 dicembre scorso. Accolta quindi la richiesta dei pm Antonio Pansa e Letizia Mannella, che hanno accusato l’uomo anche di violenza sessuale.
Secondo il gip, Velazco avrebbe avvicinato Aurora in metropolitana il 28 sera con modi convincenti, forte non solo della differenza d’età ma anche della sua fragilità emotiva. Il giudice Santoro ha ritenuto infatti che il 57enne reo confesso si sia avvantaggiato della situazione personale della giovane, sola, lontana da casa dal 4 novembre e sembrerebbe senza un punto di riferimento a Milano, conducendola di notte sul luogo dove l’avrebbe soffocata poi a mani nude. E poi, l’allontanamento e il ritorno sulla scena del fatto, “senza segni di pentimento”, secondo il gip, rappresentano un segnale che Velazco potrebbe uccidere ancora se liberato dal carcere. Queste caratteristiche e la modalità dell’azione, secondo il giudice, “appaiono tutte assistite da un grave quadro indiziario della volontà omicida”.
A peggiorare la sua situazione, secondo il giudice Santoro, la precedente violenza ai danni di un’altra 19enne connazionale la stessa sera e sempre nella metropolitana di Cimiano, dove poi avrebbe incontrato Aurora. Per quel fatto, Velazco era già a San Vittore, dopo essere stato fermato il 30 dicembre e raggiunto da custodia cautelare in carcere per tentata rapina emessa dalla gip Nora Lisa Passoni. Il giudice Santoro ha ritenuto questa catena di episodi “riprova di una escalation di violenza che non può che destare elevatissimo allarme”.