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16/01/2026 19:15
Baby gang e microcriminalità a Milano potrebbero avere le ore contate. Parola del vicepremier Matteo Salvini, che è tornato a parlare del pacchetto sicurezza previsto dal ministero dell’Interno, con la severa stretta sui crimini commessi dai minori.
Nel pacchetto, il questore può ora ammonire minorenni dai 12 ai 14 anni per un catalogo di reati ancora più ampio, inserendo ipotesi di lesione personale, rissa, violenza privata o minaccia se commessi con armi o strumenti atti a offendere. Divieto assoluto di vendita di armi improprie ai minorenni, soprattutto armi da taglio e da punta. Ma sarà anche proibito loro il porto di strumenti con lama flessibile, acuminata e tagliente di lunghezza superiore a 5 centimetri, pena la reclusione da 1 a 3 anni. E poi, fioccano le aggravanti se un reato è commesso nelle immediate vicinanze di istituti di credito, parchi, stazioni ferroviarie e della metropolitana. Sanzioni amministrative riguardano anche i genitori che non vigilano sui figli che poi commettono crimini e vanno da 200 a 1000 euro.
Per le forze dell’ordine scatta poi uno scudo penale: nel ddl è previsto che il pm non provveda all’iscrizione della persona nel registro degli indagati in caso giustificato, come la legittima difesa, l’adempimento del dovere o l’uso legittimo delle armi. È quindi garantita loro la tutela legale in caso di iscrizione nel registro.
Insomma, provvedimenti severi, in una città in cui le deleghe alla sicurezza sono ancora in capo al sindaco. L’ultimo nome avanzato dal primo cittadino, quello di Tullio Mastrangelo, ex capo dei Vigili, non piace al Pd e ai Verdi perché ex assessore nella giunta leghista di Arona. Una “lite” che secondo il vicepremier sta bloccando la città.