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27/03/2025 18:33
L'omicidio di Antonio Bellocco, membro della 'ndrangheta e della curva Nord interista, avvenuto lo scorso settembre, continua a far discutere. La Procura di Milano, che ha contestato il delitto a Andrea Beretta, capo ultrà della stessa curva, è finita nel mirino di Antonio Ingroia, ex pm e avvocato di parte civile nel processo, che rappresenta la moglie della vittima.

Ingroia ha definito la contestazione della Procura "del tutto inadeguata", esprimendo fermo dissenso sulla possibilità che Beretta chieda il giudizio abbreviato.

La posizione di Ingroia è stata ribadita davanti alla giudice per l'udienza preliminare, Rossana Mongiardo, nella giornata del 27 marzo. Il procedimento è stato rinviato al 15 aprile, a causa di una mancata notifica alla madre di Bellocco, detenuta al 41bis, che è anch’essa parte civile.

A chi gli ha chiesto come un “paladino antimafia” possa rappresentare i familiari di un 'ndranghetista, Ingroia ha risposto fermamente:

L'ex pm ha anche sottolineato che la Procura ha "usato la mano leggera" nei confronti di Beretta, un comportamento che, secondo lui, non aiuta a riavvicinare i cittadini alla giustizia.
Beretta, infatti, ha scelto di collaborare con la giustizia, rivelando dettagli sull’omicidio di Bellocco e altre indagini legate al mondo degli ultras, come l'omicidio del 2022 di Vittorio Boiocchi, ancora irrisolto.