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20/01/2026 19:16
Era la mattina del 13 settembre 2024. Un treno merci appena fuori dalla stazione di Greco Pirelli a Milano veniva urtato da un altro cargo, perdendo un container sui binari. Nel frattempo, arrivava sul posto anche un treno partito da Domodossola con a bordo circa 200 persone. L’impatto si verificò intorno alle 6:30 e fu pesante. Le conseguenze, invece, rimasero fortunatamente, lievi: 4 passeggeri feriti in modo superficiale.
Per quel fatto, la Procura di Milano ha inviato due avvisi di conclusioni indagini: il primo è finito al macchinista del treno regionale, mentre il secondo all’addetto al "regolatore della circolazione" in quel nodo ferroviario.
Già dai primi accertamenti, era emerso che il primo treno merci era fermo in uno svincolo ma con la coda che fuoriusciva dal binario, invadendo quello accanto su cui stava viaggiando l'altro. Non era quindi attivo il "sistema di controllo" che avrebbe dovuto segnalare "l'occupazione" del binario "da parte dell'ultimo carro" del treno merci, che "sporgeva di 17 metri". Ecco perché l'altro convoglio aveva avuto segnale di "via libera".
Il macchinista del regionale, stando all'imputazione, aveva sì rallentato correttamente fino a 30 km/h, dopo aver ricevuto "la chiamata d'emergenza" dal treno merci che si era scontrato con l'altro, ma avrebbe, poi, ripreso la "marcia normale" fino a 105 km/h, così mettendosi "nella condizione" di non poter frenare in tempo. L'altro indagato, invece, "dopo aver ricevuto la chiamata d'emergenza la interrompeva", senza essere "riuscito a stabilire alcuna comunicazione" o le “necessarie verifiche”.
I due sono anche indagati per lesioni, in particolare, nei confronti di una passeggera che ricevette 11 giorni di prognosi.