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23/04/2026 15:40
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Un giardino ai confini del mondo, dove crescono mele d’oro capaci di donare la vita eterna. A custodirle, le Esperidi figlie della sera ninfe silenziose incaricate da Era di proteggere il luogo più prezioso dell’Olimpo. È da questa leggenda che prende forma, all’Orto Botanico di Brera, l’installazione del Fuorisalone firmato INTERNI.
La visione di Annabel Karim Kassar traduce il mito in architettura: un lungo portico bianco, fatto di archi slanciati e colonne sottili, che attraversa il giardino e guida i visitatori verso il cuore del racconto. È un passaggio che orienta, protegge, crea attesa. Dentro, la prospettiva è rigorosa, quasi classica; fuori, la natura resta libera, in contrasto.
Intorno al portico compaiono le Esperidi: figure iconiche dipinte a mano, disposte in cerchi come custodi di un tempo sospeso. Ognuna richiama un elemento, la luce, l’acqua, le stelle, mentre il percorso conduce fino a una meridiana, simbolo dello scorrere delle ore dentro un luogo che sembra eterno.
A pochi passi, il racconto continua con “L’armonia è qui”, un’altra installazione che trasforma il giardino in uno spazio contemporaneo: tecnologie per l’irrigazione, materiali discreti e design si integrano senza imporsi, costruendo un equilibrio tra estetica e sostenibilità.
All’Orto Botanico, il Fuorisalone diventa fiaba: si entra in un giardino, e si attraversa un mito