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02/12/2025 19:23
12 dicembre, il giorno in cui Milano ma anche l’Italia scendono in piazza per commemorare la strage di piazza Fontana. Quest’anno, però, 12 dicembre è anche il giorno dello sciopero nazionale contro la Legge di Bilancio chiamato dalla Cgil. Una coincidenza non gradita dai familiari delle vittime dell’eccidio, che hanno portato la delegazione milanese del primo sindacato confederato a intervenire per non sovrapporre i due eventi.
Lo sciopero, nel capoluogo lombardo, sarà fatto terminare alle 15, per permettere a tutti di scendere in piazza in tempo per la manifestazione, che culminerà, come ogni anno, alle 16.37 con la deposizione delle corone davanti alla Banca nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana, nel momento esatto in cui, 56 anni fa, scoppiò la bomba che uccise 17 persone e ne ferì altre 88. In più, durante l’agitazione della mattinata, dal palco della Cgil parlerà l’avvocato Federico Sinicato, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime.
Un ripiego che ha quindi dissipato l’imbarazzo creato dalla coincidenza delle due iniziative, per cui Fortunato Zinni, ex sindaco di Bresso che quel 12 dicembre 1969 era impiegato nella banca colpita dall’attentato del movimento neofascista Ordine Nuovo, aveva recapitato al segretario generale della Cgil Maurizio Landini una lettera aperta. Nella missiva, Zinni definiva irrispettosa la scelta di chiamare lo sciopero nazionale nel giorno in cui si ricorda l’eccidio di piazza Fontana. Gli aveva fatto seguito lo stesso avvocato Sinicato, che sui propri profili social, aveva tenuto a ricordare che la commemorazione è anche una celebrazione “del coraggio e della forza di tutti i cittadini che seppero impedire la deriva reazionaria del Paese”.