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13/04/2026 19:03
Succede tutto intorno al Duomo. Il Remigration Summit del 18 aprile, con il raduno dei cosiddetti “Patrioti”, sta dividendo la politica milanese e spingendo lo scontro tra centrodestra e centrosinistra.

Si tratta di un appuntamento promosso dalla Lega insieme al gruppo dei Patrioti europei, dedicato al tema delle politiche migratorie e alle proposte su controlli e rimpatri.

Da una parte la Lega, che difende il diritto a manifestare. Il vicepremier Matteo Salvini attacca il Partito Democratico e la presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi, accusandoli di voler impedire a chi non la pensa come la sinistra di scendere in piazza. Toni duri anche nei confronti della stessa Buscemi, mentre dal Carroccio si rivendica la legittimità dell’iniziativa e si annuncia una presenza ampia.

Dall’altra parte il centrosinistra, che contesta l’iniziativa e chiede attenzione sui contenuti del summit, giudicati divisivi. L’argomento, da ormai una settimana, è arrivato anche a Palazzo Marino.

Intanto continuano le prime reazioni istituzionali. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana è intervenuto sull’appuntamento, senza entrare nel merito delle polemiche, parlando però di una partecipazione attesa e richiamando il contesto più ampio europeo in cui si inserisce l’iniziativa.

Nel frattempo resta aperto anche il fronte organizzativo: attenzione alta sulle misure di sicurezza e sulla gestione dell’area. In contemporanea con l’evento , sono previste due manifestazioni, una della Rete No Cpr e una dei centri sociali: il corteo partirà da largo Cairoli e si muoverà verso l’Università Statale, con l’obiettivo di avvicinarsi alla zona del summit. L’idea, spiegano gli organizzatori, è quella di “circondare il Duomo” e far sentire una posizione alternativa.