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04/02/2026 11:28
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Il 2025 è stato un anno stabile per la cosiddetta natimortalità delle imprese in provincia di Pavia, ovvero il bilancio demografico tra le nuove imprese iscritte e quelle cessate. I dati elaborati dal Servizio Promozione e Informazione Economica della Camera di Commercio restituiscono l'immagine di un territorio che regge l'urto di una situazione globale complessa, tra aumenti dei costi dell'energia e delle materie prime, con un tasso di crescita pari a +0,15%, e un saldo tra aperture e chiusure che ha visto una crescita di 66 unità, per un totale di 44.825 imprese registrate a fine anno.

L’analisi delle attività economiche più rappresentative della nostra provincia evidenzia contrazioni in agricoltura (-0,46%), nelle attività manifatturiere (-0,33%), nelle costruzioni (-0,14%), nel commercio (-0,61%), nel trasporto e magazzinaggio (-1,18%), nei servizi di alloggio e ristorazione (-0,70%), nelle attività immobiliari (-0,26%) e nelle attività amministrative e di supporto (-0,81%). Mostrano, al contrario, un trend positivo le attività professionali, scientifiche e tecniche (+0,60%) e le attività finanziarie e assicurative (+0,25%).

Più complessa la situazione per il comparto artigianale, che rappresenta circa un terzo del totale delle imprese iscritte alla Camera di Commercio e che mostra nel quarto trimestre del 2025 un tasso di crescita negativo sia nel pavese che nelle province di Cremona e Mantova.

"In questo scenario - sottolinea il presidente dell'ente, Gian Domenico Auricchio - è fondamentale proseguire con politiche mirate di sostegno, capaci di accompagnare le imprese nei percorsi di trasformazione e rafforzarne competitività e resilienza, affinché il sistema produttivo continui a svolgere il suo ruolo centrale nello sviluppo economico dei territori".