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13/04/2026 16:50
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Non è un’assoluzione, ma uno stop al processo. Nelle motivazioni della sentenza del 14 gennaio, il Tribunale di Milano chiarisce che nel caso DEL PandoroGate di Chiara Ferragni le condotte contestate non sono state ritenute irrilevanti, ma non possono più essere giudicate nel merito.
I giudici spiegano che i messaggi pubblicitari legati alle campagne del pandoro Pink Christmas e delle uova di Pasqua presentavano elementi ambigui, in alcuni casi tali da far pensare a un collegamento diretto tra l’acquisto dei prodotti e la beneficenza. Un quadro definito “quantomeno dubbio” sulla possibile natura ingannevole di quelle comunicazioni.
Eppure il procedimento si ferma per una questione tecnica. Viene esclusa l’aggravante della minorata difesa: secondo il Tribunale non è dimostrato che i follower siano automaticamente in una condizione di debolezza tale da essere facilmente influenzati. Senza questa aggravante, resta l’ipotesi di truffa semplice.
A quel punto cambia tutto. La truffa semplice è perseguibile solo a querela, ma le querele sono state ritirate dopo i risarcimenti , oltre 3,4 milioni di euro ,versati ai consumatori e alle associazioni. Il reato quindi si estingue e il giudice non può andare avanti nel processo.
La vicenda nasce dalle campagne commerciali del 2022, finite al centro delle indagini per il modo in cui veniva presentata la beneficenza. Il risultato, oggi, è chiaro: niente assoluzione piena, ma nemmeno una condanna. Resta però agli atti il giudizio su una comunicazione ritenuta ambigua e potenzialmente ingannevole.