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27/09/2022 17:43
Alle associazioni agricole e alle istituzioni non piace l’espressione “guerra dell’acqua” per definire quello che è successo l’estate scorsa. Comunque la si voglia chiamare, i numeri parlano chiaro: la Lombardia ha perso. Nelle scorse settimane vi abbiamo mostrato la cartina delle risaie bruciate dalla siccità, secondo le elaborazioni dell’Ente Risi tramite foto satellitari. La stessa ricerca è stata eseguita in territorio piemontese, e i numeri sono piuttosto diversi. In Piemonte si sono persi 3.000 ettari di campi. Quasi tutti nel basso novarese. Significa molto, circa il 10% della produzione. In Lombardia, però, la perdita era stata di 23.000 ettari, quasi otto volte tanto. Vero che in Lombardia si produce di più, ma da un confronto tra le singole di varietà di riso, si ricava che, in percentuale, la Lombardia ha perso il doppio rispetto al Piemonte. Vengono alla mente i giorni in cui i risicoltori novaresi chiedevano di non mandare più l’acqua in Lomellina, perché lì il raccolto era da considerare perso, mentre nel novarese si poteva ancora salvare. Il consorzio di irrigazione Est Sesia tenne duro, continuando a mandare acqua anche in provincia di Pavia. I numeri certificano il disastro, ma se si fossero chiusi i rubinetti del tutto, probabilmente, sarebbe andata anche peggio. La Lomellina si trova nella parte bassa del sistema irriguo e ne patisce maggiormente le criticità. Per larga parte del territorio può pescare soltanto dal fiume Sesia. Nella riorganizzazione dei canali e della gestione delle acque invocata da più parti non si potrà non tenere conto di questo elemento. I dati lo hanno confermato: quest’anno, la poca acqua che c’era, è rimasta quasi tutta da una sola parte.