Videonews


13/03/2026 16:36
Alla Procura di Palazzo di Giustizia di Milano la macchina della giustizia rallenta. Non per mancanza di magistrati, ma per la carenza di personale amministrativo.
Secondo una ricognizione interna, oltre novemila fascicoli d’indagine già conclusi dai pubblici ministeri sono fermi negli uffici da mesi, in alcuni casi da oltre un anno. Atti pronti per essere archiviati o inviati al giudice, ma che non riescono a proseguire il loro percorso perché manca chi deve occuparsi materialmente delle procedure di cancelleria.
Il problema è soprattutto quello dei cancellieri, figure fondamentali per il funzionamento degli uffici giudiziari. A Milano la carenza media è stimata attorno al 35 per cento, con punte ancora più alte per i cancellieri esperti.
Il risultato è che pratiche già definite restano bloccate negli armadi: indagati che attendono di sapere se andranno a processo, persone offese che aspettano una risposta alle loro denunce, avvocati che chiedono aggiornamenti senza poter ottenere tempi certi.
Alla base del problema c’è anche una questione strutturale: gli stipendi sono gli stessi in tutta Italia, ma in città come Milano il costo della vita rende il lavoro meno attrattivo. Così molti cancellieri, appena possibile, scelgono di trasferirsi o di partecipare a concorsi in altre amministrazioni.
Intanto, negli uffici della Procura cresce la preoccupazione: senza un rafforzamento del personale, il rischio è che i tempi della giustizia si allunghino ancora, con conseguenze concrete per cittadini, avvocati e per lo stesso funzionamento dei processi