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18/04/2024 18:42
Sono pochi, pochissimi i dipendenti della Fiscatech di Vigevano che stanno prendendo in considerazione il trasferimento.
Giovedì c'è stata la terza riunione in azienda tra sindacati e lavoratori. Le organizzazioni sindacali hanno spiegato quanto emerso durante l'ultimo colloquio con la proprietà in Assolombarda, avvenuto mercoledì pomeriggio. Sul tavolo erano stati messi aiuti economici per chi si trasferirà a Cormons, dove l'azienda vigevanese ha un'altra sede produttiva, mentre per chi resterà non verrà richiesta la cassa integrazione straordinaria.
“Molti dipendenti ci hanno spiegato che anche volendo non possono trasferirsi. Le ragioni principali sono i familiari anziani e il lavoro dell'altro coniuge. Una persona non può pensare di fare oltre 300 chilometri ogni giorno” hanno detto le organizzazioni sindacali dopo aver parlato con i dipendenti.
Tra i 57 lavoratori, la maggior parte preferirebbe quindi restare perché non vede il trasferimento come una scelta attrattiva. Sono rimasti delusi dalla scelta di non richiedere la cassa integrazione straordinaria perché la procedura avrebbe dato loro qualche mese in più per trovare una nuova occupazione.
“Firmeremo l'accordo solo quando vedremo che anche chi non andrà in Friuli sarà comunque protetto” hanno ribadito le organizzazioni sindacali.
Nella stessa giornata i sindacati hanno avuto il secondo appuntamento in Regione per la vertenza Moreschi, azienda che si trova a qualche centinaia di metri dalla Fiscatech.
“Se entro il 30 aprile non pagheranno il pregresso l'accordo salterà. Abbiamo chiesto anche il saldo delle rate del Tfr per il 30 giugno e il 30 luglio. Devono garantircelo” ha detto la Cgil.
La proprietà avrebbe proposto inoltre un incentivo di 2mila euro per lavoratore. La cifra non avrebbe convinto i dipendenti, subito informati dalle organizzazioni sindacali durante un'assemblea.
“Se vedremo il saldo a fine aprile, un incentivo più alto e avremo la sicurezza del pagamento del Tfr per giugno e luglio, allora potranno firmare” hanno detto i lavoratori. Ora bisogna attendere il 2 maggio, data del prossimo appuntamento in Regione.