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04/04/2026 19:01
Tradizione, innovazione, fusione tra più Paesi, per Pasqua i milanesi non hanno programmi culinari definiti, ma un’idea chiara: stare a casa. Lo aveva già misurato la sezione locale di Confcommercio, parlando di pranzi che costano in media tra i 25 e i 30 euro, in aumento rispetto all’anno scorso. Complice la situazione bellica nel Medio Oriente, che ha portato a un aumento delle materie prime. Questo significa scelte più oculate, ma soprattutto contenimento delle spese: dietro al motto “da tradizione la Pasqua si passa in famiglia”, si cela un evidente tendenza al risparmio.
È Pasqua però, a festeggiare non si rinuncia. E via quindi nelle gastronomie e nelle pasticcerie, dove l’offerta varia a seconda della clientela che si vuole raggiungere. Tolti i negozi regionali che propongono prodotti tipici della zona che rappresentano, quelli milanesi puntano a essere generalisti, unendo la tradizione cittadina alle richieste dei fedelissimi.
Calano le prenotazioni nei ristoranti, ma ci sono casi anche di sold out. Per esempio, nei ristoranti di pesce, che non si allontanano dalla tradizione e dal cibo nazionale ma propongono alternative ai classici prodotti di terra a cui i milanesi sono abituati.