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07/01/2026 19:29
Decine di cuori di carta sono spuntati sulla cancellata dell’Istituto Virgilio di Milano, in via Pisacane. Tutti con messaggi indirizzati ai quattro studenti rimasti gravemente ustionati nel rogo scoppiato a Capodanno a Crans Montana. Un calore che riscalda il gelo del rientro tra i banchi, accompagnato da un minuto di silenzio per tutte le vittime.
Per smussare il peso emotivo della tragedia, i giovani studenti al Virgilio sono stati accolti da una squadra di psicologi capitanata da Roberta Brivio. Nella terza D, la classe dei quattro feriti, il team ha trascorso nella mattinata con i loro compagni due ore, che saranno ripetute tra 15 giorni. La squadra ha poi tenuto incontri dedicati con alcuni ragazzi più fragili e a poco a poco si occuperà anche di parlare con insegnanti e operatori scolastici.
Secondo la psicoterapeuta Brivio, presente anche sul luogo dell’incendio per affiancare chiunque avesse necessità, i quattro banchi dei ragazzini feriti non andrebbero lasciati fisicamente vuoti, perché la loro vista riporterebbe all’angoscia.
Tante lacrime, ma anche sentimenti di angoscia e paura. Reazioni normali secondo lo psicologo Ivan Giacomel, che ha così raccontato la mattinata al Virgilio. Si tratta di giovani che hanno vissuto in modo indiretto il trauma, in quanto non presenti a Crans Montana, ma che ne sono comunque rimasti segnati anche per via dell’età che hanno, quella dell’adolescenza. Si è quindi aperto per loro un periodo molto complicato e lungo, in cui dovranno imparare a convivere con la propria sofferenza.
Restano intanto in prognosi riservata i quattro studenti del Virgilio rimasti ustionati nell’incendio, tre ricoverati al Niguarda e uno ancora in Svizzera perché “non trasportabile”.