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28/04/2026 18:25
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Una situazione preoccupante, un fiume carsico riemerso recentemente nella giornata del 25 aprile, soprattutto a Milano. È questa, in sostanza, la linea seguita dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha condiviso il palco con la senatrice a vita Liliana Segre per un dibattito al Memoriale della Shoah su odio e antisemitismo. Il prefetto ha condannato quanto accaduto durante il corteo per l’81mo anniversario della Festa della Liberazione, denunciando ‘azioni diversive’ messe in atto dai partecipanti per distogliere l’attenzione.
Concisa, invece, la senatrice Segre, che si è detta preoccupata per quanto successo quel giorno, con l’allontanamento della Brigata Ebraica dal corteo dopo 2 ore di blocco. Schieramento nel quale era presente il figlio, l’avvocato Luciano Belli Paci.
Continua anche il dibattito tra Comunità ebraica e Anpi, la prima che accusa la seconda di antisemitismo e l’altra che ha pronta una denuncia per diffamazione. A pochi passi dal muro dell’Indifferenza, si sono espressi il presidente della Fondazione Memoriale della Shoah Roberto Jarach e l’esponente del Pd Emanuele Fiano. Entrambi sono contrari a parlare di antisemitismo da parte dell’Anpi, ma comunque invocano prudenza.
All’incontro, chiamato “Le vittime dell’odio”, si è parlato anche del tema dei social network. Secondo il ministro Piantedosi, da lì parte una spersonalizzazione che poi si riflette nelle manifestazioni di piazza. La senatrice Segre, invece, ha ricordato i numerosi messaggi di morte che le arrivano, ancora oggi.