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13/04/2026 17:53
Si possono fare tante cose, ma soprattutto cose utili ai cittadini. È forse questa la frase che meglio riassume la vita e l’impegno di Carlo Monguzzi, storico volto dell’ambientalismo milanese, scomparso oggi.
Ingegnere chimico, professore, politico e attivista, Monguzzi ha dedicato oltre quarant’anni alla difesa dell’ambiente e del territorio. Dalla lotta contro la cementificazione al consumo di suolo, fino alle più recenti battaglie sul futuro dello stadio di San Siro, la sua è sempre stata una voce instancabile, spesso fuori dal coro.
Consigliere comunale e regionale fin dagli anni ’90, ha militato nei Verdi e nel Partito Democratico, tornando poi ai Verdi, mantenendo sempre una forte coerenza: “Sugli ideali non si media”, ripeteva. Una posizione che gli ha guadagnato stima trasversale, ma anche qualche critica per la sua determinazione.
Tra le sue battaglie storiche, la riapertura dei Navigli, la tutela del verde urbano e la qualità dell’aria. Anche durante la malattia, affrontata con riservatezza, non ha mai smesso di far sentire la propria voce.
Fino all’ultimo, Monguzzi ha rappresentato un’idea di politica fatta di presenza, impegno e convinzioni profonde. Un’eredità che resta oggi nelle sue battaglie e nel suo esempio: non smettere mai di combattere per ciò che si ritiene giusto.