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13/04/2026 18:30
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

10 anni di silenzi, depistaggi, menzogne, ma anche di lotte e mobilitazioni, tutto condensato in 90 minuti. È il docufilm “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, che dalla sala ora si sposta in 76 atenei di tutta Italia. Il giro del Paese è partito dall’Università degli Studi di Milano, con una proiezione speciale che ha visto presenti i genitori, Paola Deffendi e Claudio Regeni, accompagnati dall’avvocato Alessandra Ballerini e dall’autore Emanuele Cava.
La già complessa epopea del docufilm, che ripercorre gli ultimi giorni del ricercatore friulano 28enne, torturato e ucciso in Egitto nel febbraio 2016, ha ricevuto di recente una tegola: il mancato invio di fondi statali da parte del Ministero della Cultura. La commissione cinema ha infatti giudicato che il film non fosse di interesse culturale. Un fatto su cui la madre di Giulio Regeni non è rimasta in silenzio.
Il polverone che si è sollevato sulla vicenda ha portato a tre dimissioni nella commissione deputata all’erogazione dei fondi cinematografici. Secondo la senatrice a vita e docente di Farmacologia della Statale, Elena Cattaneo, promotrice dell’iniziativa, questo è il segno di qualcosa di distorto.
Oltre a ricordare Giulio Regeni, lo scopo del documentario è anche quello di promuovere la libertà della ricerca e il senso di responsabilità di un ateneo verso la tutela dei propri studenti.