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02/03/2026 18:34
Il contenuto di questo video ha esclusivamente finalità informative e giornalistiche.
Le informazioni riportate si riferiscono a fatti di cronaca e non intendono in alcun modo promuovere, incentivare o giustificare attività illegali, inclusi traffico o consumo di sostanze stupefacenti.

Il video è realizzato con scopo di approfondimento e sensibilizzazione sui fenomeni di criminalità e sulle attività di contrasto svolte dalle forze dell’ordine.

Un’auto viola parcheggiata in strada. Dentro, due ragazzi poco più che ventenni. Fuori, una scena che potrebbe sembrare normale: una ragazza sale a bordo, resta pochi minuti e poi scende. Tutto rapido, quasi invisibile.
Ma per gli agenti del commissariato Monforte Vittoria quell’auto era da tempo sotto osservazione. E quel movimento veloce è bastato per far scattare il controllo.
La giovane ammette subito: ha appena comprato una dose di cocaina, pagata addirittura con un sistema digitale. I due ragazzi, 22 e 24 anni, vengono bloccati. In tasca hanno quasi 600 euro in contanti.
Il dettaglio che rende la storia quasi da film, però, è un altro. La droga non è nel cruscotto, non è sotto il sedile. È nascosta dentro la plancia dell’auto, in un vano modificato e azionabile con un sottile filo metallico. Un meccanismo studiato per essere invisibile, rapido, “geniale” sulla carta. Dentro, 54 dosi già pronte per la vendita.
Ma non basta. Perché la perquisizione si allarga all’appartamento dei due giovani, a Pioltello. E lì i numeri cambiano: quasi due etti di cocaina, bilancini, bustine, un’agenda con conti e grammi, una termosaldatrice per confezionare le dosi.
Un sistema organizzato, moderno, con pagamenti digitali e nascondigli ingegnosi. Ma che non è sfuggito agli investigatori. Per i due è scattato l’arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio.
Ancora una volta, a tradire non è stato il nascondiglio. Ma il movimento sbagliato al momento sbagliato.