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Videonews


16/04/2026 15:19
Traffico paralizzato, clacson continui e aria sempre più pesante: è la situazione che si respira in questi giorni sul Ponte della Ghisolfa, a Milano, dove i lavori per la nuova pista ciclabile stanno trasformando uno snodo chiave della città in un imbuto.
Il cantiere ha ridotto drasticamente le corsie disponibili su un’arteria attraversata ogni giorno da decine di migliaia di veicoli. Il risultato? Tempi di percorrenza triplicati: per fare poche centinaia di metri si possono impiegare anche più di venti minuti nelle ore di punta.

A preoccupare però non è solo il traffico. I residenti parlano di un vero e proprio “effetto cappa”: auto ferme con motori accesi, gas di scarico che ristagnano tra palazzi e carreggiate, e qualità dell’aria in peggioramento, soprattutto per le fasce più fragili.

Il progetto nasce con un obiettivo chiaro: rendere la mobilità più sostenibile e sicura, soprattutto dopo incidenti avvenuti proprio in quell’area. Ma è l’impatto immediato del cantiere ad accendere le polemiche: critiche alla gestione dei lavori, alla scelta del punto e alla mancanza di soluzioni alternative efficaci. La Ghisolfa diventa il simbolo di una sfida più ampia: come conciliare transizione ecologica e vita quotidiana in una città già sotto pressione.