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10/01/2026 17:20
Dopo l’uccisione di Alessandro Ambrosio, capotreno di 55 anni accoltellato mentre era in servizio su un treno regionale in Emilia-Romagna, il tema della sicurezza sui treni torna con forza al centro dell’attenzione. Un fatto gravissimo che riporta alla luce ciò che il personale di Trenord denuncia da tempo: aggressioni, minacce e situazioni di rischio fanno ormai parte della quotidianità lavorativa.

È un clima di tensione costante, in cui ogni turno può trasformarsi in un momento di pericolo. Episodi che non vengono più considerati casi isolati, ma il segnale di un problema strutturale che non può essere gestito scaricando la responsabilità sui singoli lavoratori. Da qui la richiesta, avanzata unitariamente dai sindacati, di passare dagli appelli agli interventi concreti. Al centro c’è il contratto di servizio tra Trenord e Regione Lombardia, che prevede misure precise e vincolanti sul fronte sicurezza:

Secondo le organizzazioni dei lavoratori, questi impegni restano in larga parte inapplicati, mentre le condizioni di lavoro continuano a peggiorare. Il messaggio che arriva dal personale è così chiaro: la sicurezza non deve essere uno slogan, ma è un obbligo contrattuale che deve diventare realtà quotidiana sui treni lombardi.