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20/04/2026 20:45
Ormai è ufficiale: dal 25 al 29 maggio, l’autotrasporto si ferma in tutta Italia: una data scelta per rispettare i 25 giorni di preavviso richiesti dalla legge. Unatras, l’Unione delle Associazioni nazionali più rappresentative del settore, è stata categorica: “Il tempo delle risposte interlocutorie è finito. Servono misure compensative concrete contro l'aumento insostenibile del costo del carburante”, si legge nella nota indirizzata soprattutto agli occhi del Governo.
Anche in Lombardia, la situazione sembra davvero allarmante. La sezione milanese della Federazione Autotrasportatori Italiani parla addirittura di “collasso”, con piccole e medie imprese che rischiano di restare senza liquidità. Con il gasolio che ormai resta fisso a 2,10€ al litro, il rincaro, dal 27 febbraio, cioè dal giorno prima dell’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, è stato del 24%. E poi c’è il taglio delle accise sul carburante, in vigore fino al 1° maggio, per cui alle imprese di categoria non sono più rimborsati 27 centesimi al litro, ma solo 7. Quindi, gli autotrasportatori hanno registrato aumenti che toccano anche i 40 centesimi per litro.
Per la mobilitazione, però, manca ancora un mese. Considerando che, nello stesso giorno della proclamazione del fermo, il Ministero dei Trasporti ha fissato per martedì 21 aprile un tavolo con Unatras, nell’aria non manca anche un po’ di fiducia che la situazione possa rientrare. Tenendo anche presente che dal 2 maggio i tagli alle accise cesseranno la propria efficacia.