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Videonews


17/03/2026 14:31
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Non ha risposto alle domande formulate dalle pm Elisa Calanducci e Corinna Carrara il conducente del Tramlink deragliato lo scorso 27 febbraio a Milano, tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto. Il tramviere, Pietro Montemurro, a detta dei suoi legali Benedetto Tusa e Mirko Mazzali, è ancora sotto shock per la tragedia, pertanto la priorità ora è che torni alla lucidità.
Nell’evento morirono due persone, Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky, e una cinquantina rimasero feriti, perciò l’uomo, 60 anni, è accusato di disastro ferroviario e omicidio e lesioni colpose. Montemurro ha però da sempre sostenuto di aver accusato un malore al culmine di un evento sincopale, verificatosi poco dopo che il suo alluce sinistro era stato schiacciato dalla ruota della carrozzina di un disabile che stava aiutando a salire sul tram. È un punto su cui gli inquirenti stanno cercando di fare chiarezza, non escludendo però che il conducente possa essersi distratto usando il cellulare. Quest’ultima ipotesi è però respinta con certezza dai due difensori del 60enne e già dai primi esami non sono risultate chiamate attive sulla sua utenza.
La copia forense del cellulare dell’indagato è comunque già stata eseguita. Non resta quindi che attendere l’esito dell’esame della scatola nera, eventualmente allargando il campo degli indagati anche tra i responsabili della sicurezza. E poi, dovrà essere fissata una nuova data per l’interrogatorio a Montemurro.