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14/02/2025 17:27
Gli agenti della guardia di finanza e della polizia penitenziaria hanno individuato un agente che introduceva droga in carcere a Vigevano, mettendo così in luce un sistema per recapitare merce in modo illecito ai detenuti. I fatti risalgono a due anni fa e l'agente infedele non è più a Vigevano, da tempo. Le indagini però hanno messo in luce un vero e proprio sistema, che coinvolgeva altri quattro soggetti (non appartenenti alla penitenziaria) tra cui colui che forniva la droga da introdurre in carcere. In tutto sono nove i soggetti coinvolti, tra i quali alcuni che erano già detenuti. L'agente, dietro compenso economico, ha introdotto più volte all'interno del carcere oggetti non consentivi, quali cellulari o sostanze stupefacenti da vario tipo. I detenuti, una volta d'accordo con l'agente, provvedevano a metterlo in contatto con i loro familiari o amici all'esterno del carcere i quali recapitavano a quest'ultimo il materiale da introdurre all'interno. Il metodo scelto era quello del lancio di sostanze stupefacenti nell'istituto penitenziario. A Vigevano si tratta di un episodio isolato, in trentadue anni sono limitati a due o tre gli episodi di agenti coinvolti in attività illecite, ma in altre carceri italiane ci sono vari precedenti di droghe che arrivano dall'alto. Negli ultimi tempi c'è anche chi si è dotato di tecnologia con un drone, oppure una più semplice pallina da tennis imbottita.