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14/04/2026 14:43
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Grande soddisfazione delle parti civili, dopo le sentenze d’appello per il processo Bertè bis, per i reati fiscali e ambientali legati all’incendio che nel 2017 mandò in fumo la fabbrica di rifiuti speciali Eredi Bertè di Mortara. Il tribunale di Milano ha confermato le responsabilità dell’ex titolare Vincenzo Bertè e del socio Carlo Andrea Biani. L’ex imprenditore sconterà quattro anni ai domiciliari, per Biani la pena passa da sette a cinque anni di reclusione. Per l’altro imputato, Vincenzo Ascrizzi, allora consulente dell’azienda, il giudice ha confermato i due anni e mezzo per riciclaggio.
La Corte d’Appello ha poi ribadito i risarcimenti decisi in primo grado, a favore delle parti civili che si sono costituite nel procedimento. Tra di loro anche Legambiente, a cui è stata riconosciuta una somma di 5mila euro. L’associazione ambientalista ha voluto sottolineare il grande lavoro svolto dagli inquirenti, nell’accertare le responsabilità dei vertici dell’azienda in via Fermi, a Mortara, per uno dei più gravi episodi di incendio in tutta la regione.
Il rogo del settembre di nove anni fa a Mortara si colloca inoltre in una stagione in cui la Lombardia è stata spesso teatro di enormi incendi di rifiuti. Una stagione dalla quale si è usciti grazie alla collaborazione tra gli enti di controllo, come sottolinea infine Legambiente.