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23/01/2026 18:02
Il video documenta fatti di cronaca con linguaggio sobrio e finalità informative, evitando ogni forma di spettacolarizzazione.

E' tornato in aula venerdì mattina Massimo Adriatici, l'ex assessore leghista del comune di Voghera, accusato di omicidio volontario per la morte del 39enne Youns El Boussettaoui. In quella che dovrebbe essere la penultima udienza del processo che si sta svolgendo con rito abbreviato a Pavia è proseguita l'arringa difensiva degli avvocati di Adriatici, i quali hanno ribadito l'ipotesi del "blackout" mentale al momento dell’esplosione del colpo di pistola che ha ferito mortalmente El Boussettaoui, la sera del 20 luglio del 2021.

Una diretta conseguenza, secondo la difesa, del colpo che il 39enne aveva sferrato all'ex assessore davanti al bar di piazza Meardi, dal quale era scaturita la colluttazione nella quale Adriatici aveva estratto l'arma, una Beretta calibro 22. Le immagini delle telecamere di sorveglianza avevano filmato l'inizio dell'aggressione, ma non il momento dello sparo: passati alcuni secondi, si vede Adriatici rialzarsi e raccogliere da terra gli occhiali che gli erano caduti dopo il pugno di El Boussettaoui.

L'uomo, che soffriva di problemi psichici, era poi morto all'ospedale di Voghera, quella stessa notte. Il primo processo, nel quale l'ex assessore doveva rispondere di eccesso colposo di legittima difesa, si era concluso con l’ordinanza della giudice Valentina Nevoso che aveva chiesto di riqualificare l’imputazione come omicidio volontario. Nel nuovo processo, il procuratore Fabio Napoleone ha chiesto una condanna a 11 anni e 4 mesi di carcere. Si tornerà in aula il 24 febbraio: in quella data è prevista la sentenza, che metterà la parola fine a un caso giudiziario che ha segnato profondamente la città di Voghera.