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29/11/2025 20:54
Un mare bianco, rosso, nero e verde ha bagnato di nuovo la città di Milano. È quello del corteo per la Palestina, il focus della seconda giornata di agitazione proclamata dai sindacati di base. Nonostante la manifestazione nazionale convocata a Roma, nelle piazze milanesi sono scese ancora migliaia di persone, non stanche di rivendicare i propri diritti dopo la giornata di sciopero generale.
La data del 29 novembre non è stata scelta per caso. Il 29 novembre del 1947, infatti, fu approvata dall’Assemblea generale la risoluzione 181, che definiva l’istituzione di uno Stato ebraico e di uno Stato arabo in Palestina, con Gerusalemme separata sotto un regime internazionale speciale. Dei due Stati previsti, però, solamente quello di Israele è stato creato. Perciò, nel 1977, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 29 novembre Giornata internazionale della solidarietà con il popolo palestinese.
In piazza torna anche la battaglia dei sindacati di base contro la nuova finanziaria, che, secondo loro, destina risorse alle armi togliendole invece a salari, pensioni, sanità, scuola, trasporti e casa. Le sigle in piazza, dai Cub ai Si Cobas, chiedono, oltre a maggiori investimenti, di adeguare le pensioni all’inflazione, cancellare la precarietà e intervenire con leggi per cancellare i morti sul lavoro.
Il corteo è cominciato da piazza XXIV maggio, in zona Navigli, ed è arrivato in piazza Fontana, dietro il duomo. Sul luogo della partenza, l’artista Alexsandro Palombo ha riproposto il suo murale con il miliziano di Hamas e le attiviste Greta Thunberg e Francesca Albanese, dopo che la stessa opera è stata vandalizzata a Roma. L’autore vorrebbe così opporsi alle fazioni più rivoltose del corteo con l’arte.