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18/03/2026 18:39
C’è un Cenacolo Vinciano, simbolo della tradizione, e proprio di fronte un viaggio dentro la modernità. Succede a Milano, dove arriva una mostra che racconta un lato meno conosciuto di Andy Warhol.
Non è la solita esposizione sulla pop art. Qui il protagonista è il rapporto tra Warhol e l’Italia, un legame fatto di viaggi, incontri e soprattutto commissioni private che, tra gli anni ’70 e ’80, lo hanno portato più volte nel nostro Paese.

Il percorso parte da Napoli, con il Vesuvio trasformato in icona pop nella serie Vesuvius, e arriva fino a Milano con una delle sue reinterpretazioni più celebri: The Last Supper, ispirata proprio all’opera di Leonardo.

Ma la mostra è anche un tuffo in un’epoca. Tra vinili, fotografie e copertine – oltre cento pezzi – riaffiora l’atmosfera culturale di quegli anni. C’è anche un frammento di musica italiana, con una copertina dedicata a Loredana Bertè, e il legame curioso con il mondo dello sport attraverso Björn Borg.
E poi i ritratti, le collaborazioni, i volti di un’Italia che dialoga con New York e con una nuova idea di arte: più commerciale, più riproducibile, più contemporanea.
Una mostra che non racconta solo Warhol, ma un momento preciso della nostra storia culturale. Quando l’Italia, per qualche anno, è stata davvero al centro della sua visione.