Eventi a Vigevano:

Cerca nel sito

Cerca telefono

cognome o nome azienda

Videonews


27/04/2026 18:25
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.
Hanno risposto a tutte le domande della gip e hanno chiarito la loro posizione senza sottrarsi al confronto.

È il quanto emerso secondo la difesa dal primo passaggio degli interrogatori di garanzia per i quattro arrestati nell’inchiesta sul presunto giro di escort legato alla movida milanese e frequentato da persone facoltose e sportivi, anche calciatori.

Davanti alla giudice Chiara Valori sono comparsi Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, coppia nella vita e considerati dagli inquirenti i promotori dell’organizzazione, insieme ad Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga, indicati come coloro che gestivano i contatti con i clienti. Sono accusati di associazione a delinquenza, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, proprio per questo sono tutti ai domiciliari dal 20 aprile.L’indagine, coordinata dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini e condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, ruota attorno alla società Ma.De Milano, ritenuta dagli investigatori una struttura di copertura per organizzare serate, tavoli nei locali, incontri e spostamenti.

Nel mirino anche i soldi: oltre 1 milione e 200mila euro ritenuti il profitto dell’attività illecita sono stati sequestrati, mentre gli accertamenti puntano a ricostruire dove sia finita parte di questo denaro, anche all’estero. Sui telefoni sequestrati compaiono i cognomi di oltre sessanta tra giovani e big della Serie A… ma non solo.

Secondo l’accusa, il bacino era composto da oltre cento ragazze, spesso giovanissime, anche appena maggiorenni, fatte arrivare pure da Grecia e Spagna. Tra i luoghi chiave il privé del Pineta, considerato una sorta di locale nel locale, con ingresso riservato e gestione nel weekend. Nelle carte compaiono anche serate durante il lockdown e l’uso di gas esilarante, il protossido di azoto, definito dagli investigatori uno sballo difficilmente intercettabile dai controlli antidoping.