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14/04/2025 16:17
Sono stati ammessi a lavori di pubblica utilità i due fondatori di Facility Live, l’azienda pavese che avrebbe dovuto fare concorrenza a Google, ma che è fallita lo scorso anno. I due fondatori, Gianpiero Lotito e Mariuccia Teroni, sono accusati del mancato versamento di ritenute d’acconto ai dipendenti negli anni di imposta 2021 e 2022. Ora avranno sei mesi di tempo per realizzare il progetto di una scuola permanente di informatica, al Piccolo Chiostro di San Mauro.
È quanto stabilito lunedì mattina, in tribunale a Pavia, dal giudice Fabio Lambertucci, nel corso dell’udienza pre dibattimentale, un passaggio previsto dalla legge Cartabia, in quanto per il reato contestato non è prevista l’udienza preliminare. Due anni fa, la Guardia di finanza aveva fatto scattare il sequestro preventivo di beni nei confronti dei due ex amministratori di Facility Live, per un totale di 1,4 milioni di euro.
In buona sostanza, per riparare il danno, i due fondatori della società metteranno le loro competenze e professionalità al servizio della comunità. Dovranno collaborare con il direttore della Caritas, don Franco Tassone, per realizzare una sorta di accademia, per inserire nel mondo del lavoro le persone in cerca di riscatto sociale, soggetti disabili o con difficoltà.
Come precisato dai legali dei due imputati, la “road map”, prevede che, al termine dei sei mesi di tempo previsti, l’Uepe, l’Ufficio di esecuzione penale esterna, l’istituto previsto per chi è ammesso a lavori di pubblica utilità, verifichi, insieme al Piccolo Chiostro di San Mauro, l’effettivo svolgimento dei lavori. Dopodiché verrà stilata una relazione. Se questa sarà positiva, il reato verrebbe dichiarato estinto e scatterebbe automaticamente il dissequestro per i beni confiscati alla società. In tal senso l’appuntamento da cerchiare in rosso è il 2 marzo del 2026, quando, in quella data, dovrebbe arrivare la sentenza definitiva del giudice.