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14/07/2026 19:23
Un giorno, entrando nell’aula del Consiglio comunale di Milano, il pubblico notò che la seduta aveva qualcosa di strano. Nessun politico occupava gli scranni. In effetti, nessun essere umano era lì, dove si decidono le sorti della città. Quel giorno, invece, ai microfoni, hanno parlato le tante specie animali che abitano Milano, dal sottosuolo fino al cielo. E che, per una volta, potevano essere loro a decidere sul proprio ecosistema.
Si è presentata così, sotto forma di commedia, la prima seduta del “Parlamento delle specie viventi”, un’iniziativa promossa dal Laboratorio di Progettazione urbanistica del Politecnico in collaborazione con il Piccolo Teatro e il Comune di Milano.
Sotto la presidenza del Garante degli animali non umani di Palazzo Marino, Gustavo Gandini, decine di studenti italiani e anche stranieri hanno preso posizione su alcune grandi questioni urbanistiche cittadine. Dal destino di San Siro, alla riapertura dei Navigli, fino alla tutela degli habitat urbani, ciascun alunno ha recitato in rappresentanza di una specie animale, dicendo la propria sulla Milano di domani.
Per la seduta inaugurale del Parlamento, sono state “invitate a parlare” una cinquantina di specie selvatiche, tra uccelli, pesci, rettili, mammiferi e insetti. Alcune di loro, in particolare, soffrono per via di diversi interventi urbanistici fatti dall’uomo, perciò hanno maggiore diritto di parola.
Milano è solo un caso, tante città stanno vivendo il paradosso dell’urbanizzazione, da un lato progresso e, dall’altro, riduzione dello spazio alle specie selvatiche. Il direttore del Laboratorio, l’archistar Stefano Boeri, ha spiegato che lo spettacolo sarà presto messo in scena altrove.