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28/09/2022 16:14
Circa 500mila euro: è costata alle casse della provincia di Pavia e dei comuni dell’Oltrepò coinvolti l’alluvione lampo che si è abbattuta sull’Oltrepò orientale a fine luglio, con grandine e una quantità di pioggia mai vista in poche ore. A questa enorme cifra vanno ovviamente aggiunti i danni alle colture, alle abitazioni private e alle aziende, alcune delle quali letteralmente devastate come nel caso della nota azienda vitivinicola Giorgi di Canneto Pavese, sulle quali non sono però disponibili al momento dati precisi: si tratta comunque di danni ingenti, per ripristinare i quali le aziende hanno sostenuto spese forse anche superiori a quelle degli enti territoriali. Tornando al pubblico dunque, che ha sostenuto le spese per rimuovere fango e detriti, pulire fossi e ripristinare il deflusso delle acque, la conta dei danni totale ammonta per la precisione a 462.670 euro, a cui vanno però aggiunti i fondi stanziati da Broni, i cui dati non sono ancora disponibili. La cifra maggiore è stata spesa dalla Provincia di Pavia, che giovedì dovrebbe ratificare un debito fuori bilancio di 300mila euro per gli interventi di somma urgenza sostenuti in quei frangenti. Tra i comuni più colpiti ci sono Cigognola, che ha messo a disposizione quasi 63mila euro, di cui 25mila ottenuti da un finanziamento regionale. A seguire l’Unione comuni di prima collina con Canneto Pavese, che ne ha spesi 38.600, Montescano, 27.000 e Castana, 8500. Pesante il conto anche per Santa Maria della Versa, altro centro colpito duramente dal nubifragio: per ripristinare i danni, tra sgombero fango e detriti, pulizia dei fossi e riparazioni varie, il comune ha speso più di 25mila euro. I comuni hanno utilizzato gli avanzi di bilancio per finanziare gli interventi e ora sperano che le richieste di riconoscere la calamità naturale sostenuta anche da Regione Lombardia nei confronti dello Stato rifondano quanto prima enti, imprese e cittadini dei danni che si sono verificati.