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08/05/2026 10:31
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

Dietro le mura del CPR di via Corelli si riaccende uno scontro politico che divide Milano. Da una parte chi ne chiede la chiusura, denunciando condizioni disumane. Dall’altra chi lo considera uno strumento indispensabile per i rimpatri e la sicurezza.
A riaprire il caso è stata la diffida presentata al sindaco Giuseppe Sala da esponenti del centrosinistra, tra cui Cecilia Strada, Luca Paladini e Paolo Romano, dopo una nuova visita nella struttura. Nel documento il CPR viene definito un luogo segnato da degrado, violazioni dei diritti, tensioni e tentativi di suicidio.
Ma dal centrodestra arriva la risposta opposta. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Marco Bestetti ha depositato una mozione urgente per chiedere a Regione Lombardia di opporsi alla chiusura del centro di via Corelli, considerato strategico per il contrasto all’immigrazione irregolare.
In aula poi lo scontro si è acceso anche su episodio da poco verificatosi nel centro rimpatri. Il consigliere di patto civico Luca Paladini ha interrogato l’assessore al Welfare Guido Bertolaso sul caso di quattro ragazzi trattenuti nel cpr ma risultati minorenni, tra cui un quattordicenne.
Bertolaso ha spiegato che i giovani sarebbero stati ospitati in aree separate in attesa degli accertamenti sanitari sull’età. Una vicenda che però non si conclude e che torna ad alimentare il dibattito attorno a uno dei luoghi più discussi della città.