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21/01/2026 18:56
C’è chi guarda alle elezioni comunali del 2027 come a una nuova opportunità e chi invece come al momento di tirare le somme su dieci anni di amministrazione. A raccontarlo sono soprattutto i residenti storici del capoluogo lombardo, persone che qui ci vivono da oltre cinquant’anni e che ne hanno visto cambiare il volto, quartiere dopo quartiere. Sono loro a evocare una Milano fatta di negozi illuminati e vissuti, oggi spesso segnati da serrande abbassate e spazi che si svuotano.
Lo sguardo non è rivolto soltanto al passato, ma soprattutto al futuro: cosa ci si aspetta dal prossimo sindaco? La risposta passa dai problemi di ogni giorno. Accanto al tema della sicurezza, ormai al centro del dibattito cittadino, tornano con forza la carenza di parcheggi, una viabilità giudicata sempre più complessa e una città percepita come meno accessibile, soprattutto per chi la vive da sempre.

Per alcuni le trasformazioni urbane rappresentano un’evoluzione necessaria, per altri hanno invece allontanato Milano dalla sua dimensione più quotidiana. Ed è proprio qui che si concentrano le aspettative verso il prossimo primo cittadino: più attenzione ai quartieri, più ascolto delle esigenze di residenti e commercianti, soluzioni concrete per rendere la realtà meneghina non solo moderna, ma anche vivibile.

Le elezioni del 2027 diventano così molto più di una sfida politica: sono il punto di partenza per ridefinire il rapporto tra Milano e i suoi abitanti, a partire da chi questa città la chiama casa da una vita.