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Videonews


07/05/2026 21:44
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Per lo sciopero nazionale degli istituti tecnici, si sono riempite anche le piazze nel sud-est di Milano. A colorarle, un fiume rosso di bandiere, dalla Flc Cgil alla Cub Sur. Lo sciopero è stato promosso dalla Rete Nazionale degli Istituti Tecnici, una realtà auto-organizzata nata da poche settimane.
Diverse le ragioni della mobilitazione, prima fra tutte il riordino dei percorsi quinquennali previsto della riforma Valditara, che andrà in vigore dal prossimo anno scolastico. Il provvedimento, denunciano i sindacati, prevede il taglio alle discipline umanistiche e scientifiche, la formazione scuola-lavoro anticipata a 15 anni, l’imposizione della didattica per competenze condotta da esperti aziendali senza alcuna formazione pedagogica, lo smantellamento del biennio comune e titoli di studio non più comparabili tra i vari istituti dello stesso indirizzo.
Secondo le sigle, l’istruzione tecnica diventerebbe sempre più asservita alle esigenze delle imprese locali, si farebbe ancora più classista e si impoverirebbe. E quindi, è scattato l’ultimatum da parte della Rete: “O si sospende la riforma, o il prossimo anno scolastico non partirà regolarmente”.
In piazza sono scesi tutto il personale docente, dirigente scolastico e ATA in servizio nell’istruzione tecnica, ma anche molti studenti.
Il corteo è partito da piazza Medaglie d’Oro, in zona Porta Romana, sfilando fino all’Ufficio scolastico regionale, in via Enrico Caviglia 11, nel Corvetto. Lì, una delegazione di manifestanti ha incontrato la direttrice per aprire un tavolo di confronto.