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10/01/2026 18:40
Lacrime di rabbia hanno cominciato a sgorgare quando il corteo per la Palestina e il Venezuela organizzato a Milano ha raggiunto la Cupola d’Oro in via Venini. I manifestanti hanno affisso uno striscione sulle saracinesche chiuse dell’associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese, collocato accanto ai cartelli che ne indicano la messa a sequestro. Il locale, infatti, è finito al centro dell’inchiesta su presunti finanziamenti ad Hamas per sette milioni di euro, che ha portato a nove arresti, tra i quali il presidente nazionale dell’API Mohammad Hannoun.
Ed è proprio per lui, ora nel carcere di sicurezza a Terni, ma anche per tutti gli attivisti palestinesi in prigione, che i manifestanti hanno fatto tappa in via Venini invocandone la liberazione. A essere presente, in particolare, il figlio di Hannoun, Mahmoud, che ha invocato il destino di suo padre per il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu.
A seguire, ha voluto esprimere la sua sofferenza anche Falastin Dawoud, figlia del referente operativo della Cupola d’Oro, che ha preso le difese del padre.
Via Venini è stato il cuore di una mobilitazione partita da via Giacosa, dove si sono verificati attimi di tensione quando la cronista de ‘Il Giornale’ Giulia Sorrentino è stata allontanata dalla manifestazione, e terminata in piazza della Repubblica, vicino al consolato statunitense. Oltre alla Palestina, in corteo hanno sfilato le bandiere del Venezuela, ora sotto controllo diretto americano, ma anche degli Stati su cui il presidente Donald Trump ha annunciato le sue mire. Tra questi, Cuba, pronta a difendere la propria isola.