Videonews


14/04/2026 16:58
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico
Liste d’attesa infinite e agende che non comunicano tra loro: è qui che si riaccende lo scontro in Regione Lombardia. Il Partito Democratico porta in aula una mozione sul CUP unico, il centro di prenotazione regionale, chiedendo di stringere i tempi e soprattutto di obbligare anche i privati accreditati ad aderire davvero al sistema.
Il nodo è proprio questo: sulla carta l’obbligo esiste dal 2017, ma nei fatti il progetto accumula ritardi. Doveva partire già nel 2024 per milioni di lombardi, oggi invece il traguardo è slittato fino alla fine del 2026. E dai dati aggiornati emerge che tra i privati hanno aderito solo poche strutture, mentre i grandi gruppi restano ancora fuori o senza una data certa.
Secondo il PD, così il sistema resta frammentato: il cittadino non vede tutte le disponibilità e finisce più facilmente a pagare di tasca propria o a rinunciare alle cure. Da qui la richiesta alla Giunta di fissare una scadenza chiara: entro il 30 giugno 2026 tutte le strutture private accreditate dovranno essere dentro il CUP unico, senza deroghe.
Non solo: l’adesione diventerebbe un requisito obbligatorio per mantenere l’accreditamento con il servizio sanitario regionale. In caso contrario, stop ai contratti. Una stretta che punta a rendere davvero operativo il sistema e a riportare sotto controllo le liste d’attesa, terreno sempre più centrale dello scontro politico sulla sanità lombarda.