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14/04/2026 19:40
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

L'odio online non è un fenomeno passeggero, è una struttura del discorso digitale italiano. Su 2 milioni di contenuti raccolti sulla piattaforma X tra gennaio e novembre 2025, poco più della metà sono negativi, come l’anno prima. Allarmante è il dato sull’odio nei confronti delle donne, presente in più di 1 testo su 3, un numero che si colloca poco sopra quello sull’antisemitismo. La tendenza sul genere è dovuta a una sempre maggior radicata normalizzazione degli stereotipi sessisti e misogini. Inquieta anche il fenomeno della deumanizzazione, per cui vengono rivolti insulti riferiti ad animali, disabili o extracomunitari. Quasi 1 account su 2 che rivolge offese anche sessiste a donne appartiene a odiatrici.
Sono questi i risultati della nuova Mappa dell’Intolleranza, giunta ormai alla nona edizione. Il documento è stilato dall’Osservatorio italiano Vox diritti, che dal 2016 monitora i fenomeni di discriminazione nel Paese, in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano.
Come sostengono le fondatrici, Silvia Brena e Marilisa D’Amico, per contrastare l’odio online bisogna prima di tutto conoscerlo. Ma, oltre alla sensibilizzazione, serve un piano serio di formazione per cancellare tutti quegli stereotipi sedimentati nella cultura. E poi, occorre intervenire sulla legislazione.