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20/01/2026 19:12
Continua l’epopea del Leoncavallo, storico centro sociale con sede in via Watteau a Milano sgomberato il 21 agosto scorso. Venerdì è cominciato il trasferimento del suo archivio nel Centro di documentazione e di ricerca della Cgil di Milano, in via Ernesto Breda a Sesto San Giovanni. Un trasloco momentaneo, frutto di una collaborazione cominciata diversi anni fa tra il sindacato, la Sovrintendenza e il Comune.
Scatoloni pieni di striscioni, manifesti, ma anche trascrizioni di assemblee, è questo il patrimonio del “Leonka” che sta venendo trasportato, mentre i murales di Dauntaun restano in via Watteau perché tutelati dai Beni Cuturali. Una storia di oltre cinquant’anni, ha spiegato la presidente dell’associazione Mamme Antifasciste del centro sociale, Marina Boer, con materiali sopravvissuti al primo sgombero del 1994 da via Leoncavallo e a un blitz nella sede di via Watteau qualche anno dopo.
Un nuovo capitolo quindi per il centro, che è approdato anche tra i banchi del Consiglio Comunale. Il Partito Democratico ha dato pieno appoggio all’iniziativa, volta alla tutela di un patrimonio culturalmente riconosciuto.
Di tutt’altro avviso l’opposizione, che parla di anni di occupazione illegale.
Il Leoncavallo è intanto ancora alla ricerca di un centro alternativo. L’associazione Mamme Antifasciste aveva partecipato al bando di dicembre per la sede in via San Dionigi, vicina al quartiere Corvetto, ma la presidente Marina Boer ha spiegato che per bonificare la zona servono milioni di euro. E in più, è in corso un contenzioso con il Comune per il mancato pagamento della Tari, anche se il dialogo continua.