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27/04/2026 18:32
Una semplice modifica a una norma del codice doganale, che è stata cambiata da poco, consentirebbe agli agricoltori italiani di recuperare 20 miliardi di euro. Una cifra sufficiente a convincere gli agricoltori pavesi a unirsi ai propri colleghi di tutta Italia, che in questi giorni sono al Brennero, sostenuti da Coldiretti. L'obiettivo è quello di mitigare l'effetto dei rincari dei costi di produzione, che si riflettono sul prezzo praticato al consumatore finale. E mentre gli effetti nefasti della guerra in Iran incombono gli agricoltori scendono in piazza per difendere il made in italy.




Ma perché proprio il Brennero? Dal confine con l'Austria ogni giorno passano migliaia di tonnellate di prodotti alimentari stranieri che, in assenza di adeguata trasparenza, alimentano inganni commerciali, rischi sanitari e danni economici alle imprese agricole. A questo si aggiunge il fatto che i margini dell'export diminuiscano in in momento già difficile per l'agricoltura. Qualche esempio lo fa proprio Coldiretti in una nota. In italia ogni giorno arrivano 150mila tonnellate di cagliate, di cui il 90% proprio dal Brennero. Sono usate come semilavorato per produrre mozzarelle, burrate e altri formaggi a pasta filata, spesso venduti successivamente come "Made in Italy”. Ma ci sono anche i prosciutti freschi (560mila tonnellate), base per prosciutti magari a denominazione di origine Igp i cui disciplinari non prevedono limitazioni geografiche sulla provenienza dei maiali. Per questo Coldiretti chiede una legge europea che renda obbligatoria l’etichetta d’origine su tutti i prodotti alimentari commercializzati nell’Unione.